Morti sul lavoro, il grido di allarme dei sindacati: “Inaccettabile!

"Le normative sulla sicurezza esistono, non vengono applicate! le richieste per far si che quanto sta accadendo negli ultimi anni si blocchi, sono state fatte, ma non sono state prese in considerazione! Basta lucrare sulla pelle dei lavoratori".

8 gennaio 2022 Lonato, 3 operai travolti dal fango sul cantiere della TAV. 10 gennaio 2022 Novate Milanese un 63 anni operaio edile perde la vita e poi ieri, 11 gennaio 2022 a Besana Brianza, un 50enne operaio edile viene schiacciato da un escavatore. Solo alcuni dei drammatici infortuni, per lo più mortali, accaduti negli ultimi giorni. “Ancora una volta la ripresa del settore e l’uscita dalla crisi, diventa essere fattore penalizzante per la vita dei lavoratori, costretti ad operare in condizioni non idonee e soprattutto non in sicurezza – denunciano i responsabili del settore edile di Uil, Cisl e CGIL di Monza, Giuseppe Mancin, Roberto Scotti e Gian Franco Cosmo Riteniamo che il carico di lavoro, derivato dagli innumerevoli contratti firmati, le tempistiche per lo svolgimento degli stessi e la poca maestranza a disposizione, porta il cantiere ad essere un campo di battaglia e non un luogo sicuro dove poter lavorare. E’ necessario, oggi più che mai, chiamare nel modo corretto quanto sta accadendo: non sono morti bianche, sono tragedie che gridano vendetta rispetto a chi ne ha responsabilità”. I sindacati aggiungono poi: “le normative sulla sicurezza esistono, non vengono applicate! le richieste per far si che quanto sta accadendo negli ultimi anni si blocchi, sono state fatte, ma non sono state prese in considerazione!. Basta lucrare sulla pelle dei lavoratori. È inaccettabile che nel 2022 venga ancora messa a rischio l’incolumità delle persone: è necessaria l’applicazione del contratto di settore ed è importante che si adempia al rispetto delle ore di formazione previste sulla sicurezza sul lavoro. Morire ancora a causa del lavoro nel 2022 è vergognoso e inaccettabile

I DATI Nel 2021 oltre 500mila incidenti e 1.116 vite spezzate ingiustamente. “Ad oggi siamo l’unico Paese in UE a non avere (e non aver mai avuto) una strategia nazionale in materia salute e sicurezza sul lavoro. Sono previsti 191,5 miliardi di euro del PNRR da investire, questo è il momento di fare investimenti seri in prevenzione, informazione e formazione.Basta contare i morti, servono impegno e risorse affinché il lavoro non sia più una trappola mortale.


La Sicurezza sul lavoro deve essere una priorità!”. Le Segreterie di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Monza sono vicine al dolore della Famiglia di Anastasio e si rendono sin da ora disponibili per qualsiasi tipo di assistenza.



(Fonte)

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